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lunedì 2 settembre 2019

"Si deve abolire l'aggettivo, perché il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale"— Filippo Tommaso Marinetti 

La citazione forse devia un po', ma il tema del giorno sarà il genere dei sostantivi! Eh già la differenza di genere la imparano quasi subito in termini di grammatica, infatti dopo aver imparato a sillabare le parole, bisogna imparare a distinguere i sostantivi maschili da quelli i femminili.

La regola base per stabilire il genere (prossima lesson affronteremo, invece, il numero) è legata alla vocale o consonante con cui termina il sostantivo.
Nello specifico sono, solitamente, di genere maschile i sostantivi che terminano con la -o- , mentre sono di genere femminile quelli che terminano con la -a-, tuttavia si sa che non esiste regola senza eccezione, e quindi…

Alcuni sostantivi maschili terminano con la -a-, ad esempio Dramma, questo perché si tratta di un sostantivo di derivazione greca e molti di questi terminano con la -a- ma sono maschili, stessa regola vale per molti sostantivi di uso scientifico (quali eritema, elettrocardiogramma, ecc.)

Vi sono alcuni casi, invece, di nomi femminili che terminano con la -o-, quali mano o moto, anomalia dovuta probabilmente al fatto che derivano da un sostantivo femminile latino,  così come i sostantivi femminili che terminano con la -i-, ad esempio sintassi, che hanno anche la particolarità di non mutano nel formare il plurale.

Diversamente i sostantivi che terminano in -e- possono essere sia di genere maschile (ad esempio fiume) che di genere femminile (ad esempio mente). I sostantivi che terminano in -tà- e in -tù- sono di genere femminile e, come per i sostantivi che terminano con la -i-, non mutano nel formare il plurale.

Con l'avanzare di inglesismi, francesismi, neologismi e tutti gli ismi che vi vengono in mente, si sono aggiunte alla lingua italiana una serie di nuovi sostantivi che terminano con una consonante, questi sostantivi sono generalmente di genere maschile, tranne i casi in cui la parola italiana corrispondente è di genere femminile, caso ad esempio di e-mail che è al femminile in ragione del suo significato, ovvero posta elettronica.

Lo so, lo so, noiosa e risaputa sta lezione, ma se andando di pari passo alle lezioni "subite" da Carlotta questo vi tocca.

Buona (semi)concordanza
Federica

venerdì 30 agosto 2019


SENZA LE BASI SCORDATEVI LE ALTEZZE

Prendo in prestito una frase inviatami da un'amica per introdurre questa prima "lezione" di grammatica italiana, che sarà, in un certo senso, sull'abc. Iniziamo infatti dall'ortografia, termine che deriva dal greco (οῤθός (orthós) = corretto + γραϕία (graphía) = scrittura) e indica, appunto, il corretto modo di scrivere una lingua, nel nostro caso l'italiano.

In prima elementare, la prima cosa che si insegna ai bambini è come si scrivono le lettere, una volta acquisita la capacità di scrivere tutte le lettere dell'alfabeto, in quattro diversi caratteri, stampatello maiuscolo e minuscolo e corsivo maiuscolo e minuscolo (vi consiglio, a tal proposito, un ripasso veloce dei caratteri in corsivo maiuscolo, io la metà non li ricordavo!!ahahahah) si inizia a unire le varie lettere per formare le sillabe.

E da qui alla divisione in sillabe il passo è breve….

La sillaba può essere composta da una o due vocali seguite o meno da una o più consonanti, o da una o più consonanti seguite da una o più vocali.

Regola base: quando si va a capo le sillabe non si possono spezzare (non so voi, ma io non vado a capo dalle medie, credo...), ecco di seguito cosa tenere a mente nel dividere in sillabe:

- una o due vocali, seguite da una consonante, formano una sillaba (in genere le vocali consecutive non si dividono a meno che non si tratti di uno iato, ma ne parleremo in un altro momento) Es. A-MI-CO; AU-GU-RI; DIA-RIO.
- una consonante forma la sillaba con la vocale che la segue Es. ME-LA; CA-SA-LE.
- le doppie e il gruppo CQ si dividono Es. MAM-MA; AC-QUA.
- la S seguita da consonante (quindi impura) non si divide Es. SPE-SA; PA-STO.
- GL, CH, GN, GH, SC, GLI e SCI non si dividono mai Es. A-GLIO; SCO-GLI; SCI-VO-LO.
- i gruppi consonantici che possono trovarsi all'inizio di una parola NON si dividono Es. LE-PRE PRE-DA; MA-GRI GRI-DO.
- i gruppi consonantici che NON si possono trovare all'inizio di una parola si dividono Es. AL-TO (LTO...?) POR-TO (RTO...?)

Buona (di)visione a tutti!!
Federica

giovedì 29 agosto 2019

Mamma! I compiti!

Salve a tutti! Mi presento...mi chiamo Federica, sono mamma di due bambini, Carlotta di 8 anni e Cristiano di 4, sono laureata in Lingue e letterature straniere moderne, in spagnolo nello specifico, e lavoro come impiegata amministrativa presso un ente pubblico.
Appena laureata ho scelto, un po' per pigrizia e un po' per il lavoro, di non intraprendere la carriera di insegnante, professione che è diventata "familiare" a partire dal 14 settembre 2017, giorno in cui Carlotta ha iniziato a frequentare la prima elementare.
Da quel giorno è ricominciato il ripasso massivo dell'ortografia italiana, della morfologia e, per ora in parte, della sintassi ed è nata l'idea di giocare sui social con le regole della grammatica italiana, per rendere tutti partecipi di questo ripasso forzato che, insieme a mia figlia, sto facendo.
L'idea del blog invece me l'ha suggerita una collega, quale aiuto per tutte le mamme che si trovano, a studi terminati da un bel po', a dover, quotidianamente, fare i compiti, più di quando tra i banchi di scuola c'erano loro e forse con un pizzico di difficoltà in più, perché ci troviamo a dover spiegare con parole semplici cose che per noi sono meccaniche, cose che scriviamo spesso senza neanche sapere bene il perché si scriva in un modo piuttosto che un altro.
Spero che i post che seguiranno vi piacciano e vi facciano sentire parte di un qualcosa che ci accomuna tutte, parte di un mondo che inizia, almeno a casa mia, con "Mamma!!!I compiti!!!"

Alla prossima