"Si deve abolire l'aggettivo, perché il sostantivo nudo conservi il suo colore essenziale"— Filippo Tommaso Marinetti
La citazione forse devia un po', ma il tema del giorno sarà il genere dei sostantivi! Eh già la differenza di genere la imparano quasi subito in termini di grammatica, infatti dopo aver imparato a sillabare le parole, bisogna imparare a distinguere i sostantivi maschili da quelli i femminili.
La regola base per stabilire il genere (prossima lesson affronteremo, invece, il numero) è legata alla vocale o consonante con cui termina il sostantivo.
Nello specifico sono, solitamente, di genere maschile i sostantivi che terminano con la -o- , mentre sono di genere femminile quelli che terminano con la -a-, tuttavia si sa che non esiste regola senza eccezione, e quindi…
Alcuni sostantivi maschili terminano con la -a-, ad esempio Dramma, questo perché si tratta di un sostantivo di derivazione greca e molti di questi terminano con la -a- ma sono maschili, stessa regola vale per molti sostantivi di uso scientifico (quali eritema, elettrocardiogramma, ecc.)
Vi sono alcuni casi, invece, di nomi femminili che terminano con la -o-, quali mano o moto, anomalia dovuta probabilmente al fatto che derivano da un sostantivo femminile latino, così come i sostantivi femminili che terminano con la -i-, ad esempio sintassi, che hanno anche la particolarità di non mutano nel formare il plurale.
Diversamente i sostantivi che terminano in -e- possono essere sia di genere maschile (ad esempio fiume) che di genere femminile (ad esempio mente). I sostantivi che terminano in -tà- e in -tù- sono di genere femminile e, come per i sostantivi che terminano con la -i-, non mutano nel formare il plurale.
Con l'avanzare di inglesismi, francesismi, neologismi e tutti gli ismi che vi vengono in mente, si sono aggiunte alla lingua italiana una serie di nuovi sostantivi che terminano con una consonante, questi sostantivi sono generalmente di genere maschile, tranne i casi in cui la parola italiana corrispondente è di genere femminile, caso ad esempio di e-mail che è al femminile in ragione del suo significato, ovvero posta elettronica.
Lo so, lo so, noiosa e risaputa sta lezione, ma se andando di pari passo alle lezioni "subite" da Carlotta questo vi tocca.
Buona (semi)concordanza
Federica
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